


Vi racconto le mie canzoni...
E’ il singolo di lancio dell’album ed è una canzone che sento molto, dentro.
A volte capita che le persone, le storie…ci lascino per strada per poi accorgersi che tutto quello che c’era era splendida realtà.
Si osserva il loro passo indietro, a volte le scuse, che fanno da contrasto alla sofferenza subita e vissuta per quel distacco. Tanto che le scuse non bastano più ma si vorrebbe che venisse provato lo stesso dolore dall’altra parte.
“Rieccoti qua” parla di questo. Di quanto, forse, sia troppo facile abbandonare, sia troppo facile pentirsi…e di come sia facile, in fondo, perdonare. Se si ama veramente, però…
Nata in autostrada, di rientro da un viaggio a Ravenna, al testo si è aggiunta la musica al pianoforte.
Inconfondibile l’assolo di chitarra del maestro Matteo Gattei.
Rieccomi qua….
Nell’aprile del 2010 ho esaudito un mio desiderio, adottare un bambino a distanza.
Per farlo ho scelto l’associazione INTERVITA, con sede a Milano, che da anni si occupa in maniera seria, pulita e responsabile di adozioni a distanza in paesi disagiati, nei confronti di bambini e bambine in grave difficoltà nutrizionale, d’istruzione e quanto ne pùo conseguire.
La “mia” bimba si chiama Florance. Spero di averle regalato un sorriso, il sorriso che non c’è.
Con soli 80 centesimi di euro al giorno si può donare un sorriso…a loro e al nostro viso.
Niente è più bello del poter aiutare un bambino a vivere.
Fatelo anche voi.
Dedicata all’amico o all’amica che tutti dovremmo avere. Che ci sostiene nei momenti bui e, per chi crede nell’amore come me, nei momenti di abbandono.
Salvami è un urlo, un grido, per sfogarsi ma allo stesso tempo chiedere un po’ d’aiuto per una vita che non è più la stessa senza di “lei”.
Salvami nasce al pianoforte, per poi essere completata quasi immediatamente dal testo.
Durante il concerto di presentazione del disco, lo scorso 8 maggio 2010, è stata una delle canzoni che più ha coinvolto il pubblico.
Anche qui, inconfondibile chitarra elettrica di Matteo Gattei.
Cosa c’è di più infinito, di più sognatore, di più magico..di un cielo?
Poter dare a chi si ama la cosa più bella, misteriosa e colorata del mondo…il cielo.
Quando si è all’inizio di una storia non c’è niente che basti per far capire quanto si ami e si desideri poter dare davvero qualsiasi cosa alla propria metà.
Nasce al pianoforte, come conferma il giro iniziale proprio di pianoforte.
“Vorrei regalarti il cielo” non è soltanto una canzone che esprime un desiderio, ma è un modo per poter dire e gridare che non è un’avventura e che nemmeno la lontananza tra due persone potrà scalfire la storia d’amore….perchè “la lontananza è niente se…io ho te”…
Qualche tempo fa incontrai questa ragazza. i suoi occhi erano felici, ma nascondevano tanta sofferenza e solitudine passata.
Più di una volta la vidi in un mio concerto…e un giorno decise di raccontarmi la sua storia.
Mi raccontò di quando lui la tradì con una sua amica e che, dopo il colpo, iniziò a bere.
Mi disse di quando litigava in continuazione con sua madre e che suo padre da circa 3 anni non faceva parte più della sua vita. Era scappato con un’altra donna che non era sua madre.
Iniziò a fumare, lasciò l’università.
Poi un giorno si svegliò e capì. Capì che la sua vita era preziosa e che avrebbe dovuto rimboccarsi le maniche.
Andò a vivere da sola, iniziò a lavorare part-time e nel frattempo rimpiangeva il suo grande amore e l’università.
Spesso la sera sperava di svegliarsi la mattina trasportata da un vento che la portasse lontana da tutto…ma poi smise di sperarlo. Finalmente stava trovando il suo equilibrio.
Poi un giorno lo rincontra…si trova davanti quell’amore che tanto male le aveva causato. Lui chiede scusa….lei non avrebbe voluto, ma l’amore che giaceva ancora nel suo cuore per lui fù più forte di lei…e lo perdonò.
La canzone non lo dice…ma ora lei vive felice con lui e con una splendida bimba avuta poco tempo fa.
I suoi occhi sono felici…ma la tristezza e le delusioni non si dimenticano.
Semmai, si ritirano nel cassetto dei ricordi. Che tutti abbiamo.
Anche Elisa.
Tutti noi immaginiamo di avere un angelo custode, che ci protegga.
Il mio è speciale. Si chiama proprio Angelo.
Angelo è mio nonno, scomparso nel settembre 2008.
Nonno Angelo è stato alpino, partigiano, ha combattuto durante la resistenza nella seconda guerra mondiale.
Mi ha dato moltissimo ed il vuoto che ha lasciato con la sua scomparsa è stato grande.
Ho voluto inserire questa canzone, a me cara, in “Questa vita”, perché voglio condividere con tutti i miei ascoltatori le emozioni che provo per lui, tutt’oggi, e che credo tutti nutriamo nei confronti dei nostri nonni, genitori, che durante il nostro cammino ci hanno momentaneamente lasciato.
Cantarla…suonarla..è sempre per me un emozione ed una sensazione fortissima…e lo sarà ancora di più quando, nei prossimi concerti, avrò l’occasione di cantarla insieme a voi.
Grazie…
Lei passa…e tu non capisci più nulla!
La inizi a cercare ovunque, la segui…lei se ne accorge e tira dritta, “da diva”!
Finché non ti fai coraggio e la fermi.
Ti presenti e lei ti dice il suo nome….e ti va alla grande!!
Pare che le piaci e che si possa organizzare qualcosa!
Infatti…ecco una bella cena la sera dopo…poi cinema….e, addirittura, ti invita da lei in tarda serata!
Tutto liscio???
Neanche per sogno….
L’apparenza inganna…….occhio!!!
“Perché ci credo, credici anche tu”….
Sono le ultime parole di questa canzone, “Vorrei”.
Poter regalare all’amore della tua vita ciò che non ha avuto mai, imparare a scrivere il tuo nome nei suoi gesti quotidiani, cercare di non farle versare lacrime, ascoltarla sempre…ed immaginarsi in una fotografia che il tempo non cancella.
Infine, crederci….insieme.
Vorrei nasce come testo, completato dal pianoforte di seguito.
Vorrei è una promessa…un impegno nei confronti dell’amata…e dell’amore.
“E mi faccio male ancora una volta con te…quasi non ci faccio caso, come un’abitudine”…
Ci si fa male spesso, soprattutto quando una storia finisce.
E’ difficile guardare avanti. Il passato recente torna.
Se poi la si incontra con un nuovo lui tutto si fa veramente duro.
La si invidia, perché mentre tu hai il cuore che va a fuoco tra rabbia e dolore, lei sembra farsi gli affari propri, come niente fosse.
“…Solo il tempo di una lacrima ancora per te…e poi dopo sarà bello ritornare a ridere”…il tempo di una lacrima…poi spazio all’orgoglio, che ci aiuta a risalire.
Mi faccio male…ancora una volta…l’ultima però!
Quanti sacrifici si fanno, per amore.
Quanta strada percorsa.
Quanti ricordi che restano.
A volte, questi ricordi si fanno più forti…invadono la mente…e non resta che partire. partire per trovare una risposta a tutti i perché…al perché sia finita, soprattutto. Al perché non arrivi nemmeno una risposta agli sms inviati.
Si ripercorre la strada che si faceva tutte le sere per stare con lei.
Si arriva al portone, si suona il citofono…nessuno.
Si aspetta un po’ sul marciapiede e proprio quando si vuole tornare indietro ecco che lei arriva.
Lo bacia e scende dall’auto.
Si rimane di pietra..si incassa e si riparte.
“Spero soltanto che non te ne accorga troppo tardi e pensi che…si può recuperare perché tardi sarà e sarò…a 86 km da te”….
86 km nasce dall’idea della distanza esatta tra me e quello che era “mio”, quell’amore forte.
Musica e parole nascono insieme.
86 km chiude questo mio secondo album.
86 km…una strada…che ho iniziato a percorrere nel 2006, che oggi, 2010, fa fermata in “Questa vita”…e che prosegue…verso mete da raggiungere.
Doveva intitolarsi esattamente “Cenerentola puttana”…poi, pensando ad una probabile censura, ecco “Cenerentola…” (anche se in radio, oggi, si sente veramente di tutto e di peggio!).
E' un brano che si discosta sensibilmente dagli altri nove brani, ma credo (spero di non peccare di presunzione) che sia una canzone che “ti fa l’album”. D�fogo a quello che di incazzato c’�n te, alla realta' di avere davanti una Cenerentola di diverso tipo, che vive calpestando i sentimenti altrui senza nemmeno accorgersene per poi pentirsi, ma tardi.
Spero per Voi in altre Cenerentole…ovviamente…
Scritta in ufficio in una mattina “no”, musicata al pianoforte in una sera “si”, �n pezzo che da libero sfogo al mio orgoglio personale.
Ed e' bellissimo, nei concerti, vedere ragazzi e ragazze che gi�l secondo ritornello la gridano con me…indescrivibile…
Ci stai troppo dentro…conobbi una ragazza che utilizzava questa espressione ad ogni sua frase. Mi rimase talmente in testa che al ritorno da quel viaggio mi misi a scrivere un pezzo su di Lei, su ci�e mi aveva comunicato con i suoi gesti in quei giorni nei quali, appunto, La conobbi.
Scrissi interamente questa canzone in venti minuti, e mi piacque cos�anto da decidere seduto astante che se un giorno fossi riuscito ad incidere un mio disco, “Ci stai troppo dentro” sarebbe stata una delle canzoni presenti nel disco. E cos� stato. �senza ombra di dubbio il pezzo pi�imentato dell’album, ed �n brano che, cantandolo “dal vivo”, mi offre una carica forte e particolare. Per me cantarla �na sorta di liberazione dalla (giusta) tensione che un concerto pu�re…insomma, ci sta proprio dentro…
Farsi accettare per quello che si �senza compromessi, nella speranza che la persona al tuo fianco possa darti il pi�sibile e, perch�o, insegnarti anche qualcosa. Sono questi i messaggi chiave di “Cos�ome viene”, brano che apre (non a caso) l’album.
“Non dico una bugia se ti dico…” – far credere alla persona che si ama che siamo noi stessi e che proprio per come siamo fatti vogliamo essere accettati. E se cos�osse non ci sarebbero pi�iti…basta un sorriso, un piccolo cenno per poter diventare “padroni” del cuore altrui, innamorato e pronto a farsi utilizzare nel meraviglioso percorso dell’amore…fino a fargli immaginare un celestiale tramonto in paradiso, da guardare insieme in armonia totale.
“Cos�ome viene” �tata composta in un tempo massimo di un’ora. Dapprima le parole e, successivamente, la musica si sono fatte da s�133;personalmente �na delle mie canzoni all’attivo (oltre 50…) che mi ha riservato pi�disfazione al termine della stesura, vuoi per la leggerezza che mi ha trasmesso durante e dopo, vuoi per i messaggi chiari ed evidenti che la percorrono da cima a fondo: amami per come sono, credimi e regalami te stessa in ogni sua parte.
Spero che ognuno di voi possa riscontrare in “Cos�ome viene” uno spaccato d�e stessi e dei propri desideri…e mi piace pensare che sia cos�
Favola…la mia favola!
La canzone da il titolo all’album, ma al di l�el discorso metaforico (per me la possibilit�i poter fare ascoltare le mie emozioni tramite questo disco �na vera e propria favola!) “Favola” racconta in poco pi�tre minuti la bellissima fase conoscitiva di una persona, con tutte le emozioni che ne possono scaturire. Dapprima il cuore che prende le parole della persona conosciuta come l’inizio di una favola, poi la speranza che in questo percorso fantastico Lei possa diventare la sua “fatina”, con la possibilit�i farlo crescere negli sbagli che Lui potr�ommettere al suo fianco…una fatina di cui, inaspettatamente, si sente gi�nnamorato. In terzo luogo, la voglia di lottare gi�a subito per averla, come in un contesto fiabesco dove il temerario e spavaldo Peter Pan, incurante di problemi e pericoli, fa di tutto per avere la sua Wendi…e per averla senza che Lei abbia paura di nulla. Spinto poi da una convinzione quasi estrema, La vede gi�ra le sue braccia, promettendoLe che non la lascer�ai,convincendosi che ogni suo sorriso sar�no spiraglio luminoso della loro storia.
Canzone che ho “vissuto” in tutte le sue parti, “Favola” nasceva come testo poetico poi rapportato a canzone. Penso che a livello di dolcezza “Favola” rappresenti la parte pi�losa del disco, dove alle parole va a mischiarsi un arrangiamento che tocca l’anima, grazie al buon Matteo Gattei.
Volete sapere se �ervita a conquistare la mia Lei del tempo che f�e…questo ve lo dir�i miei concerti, nelle mie favole…
Parla di me e, pertanto, lascio a voi ogni immaginazione di tempo, spazio, stesura. Questo sono io…
Quanto pu�r male stare lontani dalla persona che si ama…e non sapere niente di Lei, della sua vita. Vivere solo di ricordi, senza un vero perch�ulla fine di tutto…ed infine, prima di un ultimo disperato appello – “…ti prego ascolta questo mio lamento…” – la speranza che almeno Lei non sia sola al vento della vita e delle sue innumerevoli situazioni e condizioni che, inesorabile, La portano lontano…questa �#147;Lory (ti ricordi)”, canzone che mi ha sempre emozionato sin dal momento della stesura fino alla presentazione al pubblico. Mi sento inoltre in dovere di ringraziare infinitamente Matteo Gattei, il “mio” arrangiatore scrupoloso: credo che con “Lory” si sia superato, e oltretutto in un momento non facile per lui allora, nel momento della costruzione dell’arrangiamento stesso…(“Teo, l’ha gi�scoltata e gli sar�iaciuta tantissimo…”)…grazie Matteo!
“Lory” nasce in una notte d’inverno a casa mia tra un pianoforte, una matita con pentagramma annesso, una Coca-cola e mille ricordi…e, perch�asconderlo, una lacrima.
Su “Lory” non mi sento di pronunciare nessun altro commento…credo che ascoltandola attentamente, si commenti da sola…e mi auguro, in fondo, che esista una Lory in tutti e tutte Voi…e che possiate ricordarla, magari con un sorriso.
Riavvicinarsi ad una persona, talvolta, pu�sere ancora pi�lo e stimolante del primo momento conoscitivo. �accaduto a me e non potevo perdere l’occasione di farne canzone.
“Per una storia vera” percorre la situazione del riavvicinamento fra due persone, la riscoperta dell’amore fino all’immaginario di una situazione futura rosea pi� mai.
Nasce con il pianoforte e si completa con le parole. Credo (e a detta degli esperti di campo come Gattei, Grisari – amico e collaboratore d’eccezione – lo �che “Per una storia vera” sia il brano pi�iofonico dell’intero album, e nei miei primi concerti �tato uno dei due brani pi�nvolgenti…inoltre, la critica generale che ha iniziato a muoversi su di me e sul mio lavoro ha espresso un giudizio particolarmente positivo sul brano, elogiando testo ed arrangiamento, come per gli altri brani a cura di Gattei.
Per certi versi questo brano �no spaccato del mio cuore aperto come non mai, la mia riscoperta personale dell’amore e la volont�otale di ridarlo a Lei, ancora pi�te di prima!
Fatelo…non vi pentirete !
Milleduecentoventitr�iorni, trecento mete senza ritorni…scappa da me, prima che io ci ripensi e lotti per qualcosa che non potr�i pi�re, e comunque mai come prima.
Fa parte delle esperienze della vita. A volte ti ritrovi di fronte ad una realt�he solo un’ora prima non era minimamente pensabile ed immaginabile…i vestiti lasciati in comune nello stesso armadio vengono sostituiti con la noia e la stanchezza di una storia che tu non immagini neppure che Lei possa sentire gi�inita, e il perch�on lo sai…Ai primi appelli vengono date in cambio urla senza senso, voglia di andare via…e l’orgoglio, nascosto fino ad all’ora, esce e grida - “…ma si, vai!...Insieme a tutti i tuoi guai!... - .
Brano a cui sono molto affezionato, uno dei primi nati tra mente e cuore, qualche tempo fa..amo la sua semplicit� l’alternarsi di strofe sulla stessa melodia…ma ci�e mi affascina personalmente �l senso finale che, credo, sia riuscito a comunicare: “corri, scappa da me…mentre io rimango qua fra i nostri milleduecentoventitr�iorni…a chiedermi un perch�er molto, molto tempo”. Ed ora, riascoltatevi Lory !
Quanto �ifficile ammetter a se stessi che l’amore per Lei �vanito, che l’affetto ha spento il desiderio e l’amore si �ramutato in una rovinosa routine senza pi�ssi stimoli…e quanto �ifficile ammetterlo a Lei…”Ti lascio vivere” lo racconta, o per lo meno ci prova…in solitudine ci si allontana dalla realt�er capire completamente che il proprio cuore non parla pi�Lei. Ed �nche a Lei che si pensa, alla Sua vita che ora si basa su un sentimento non corrisposto..alla giusta possibilit�i lasciarla vivere senza bugie sentimentali che Lei, proprio per quanto innamorata e sincera, non merita…e tu non meriti tutto questo amore se, concretamente, per te non �i��
Scritta in solitudine al pianoforte sorseggiando una birra ghiacciata (insolito per me “pseudoastemio”), “Ti lascio vivere” rappresenta uno spaccato importante della mia vita, una svolta spirituale ed una contemporanea crescita sentimentale. Spero tanto che questo brano possa lasciare qualcosa di grande dentro di Voi, perch�appresenta la parte della mia anima pi�gile ma, allo stesso tempo, pi�a e determinata.
Soddisfatto in maniera particolare della mia interpretazione, l’arrangiamento e l’assolo di chitarra di Matteo Gattei rendono questo mio brano veramente unico…e spero di non essere il solo a pensarlo.
E nell’attesa di un vostro (spero) pari riscontro, vi lascio vivere…la mia favola...
Eccolo qua il primo singolo del mio album…Tre…sono pazzo di te…
Dal 4 agosto, giorno del mio primo concerto a Domodossola, “Tre” �iventato piano piano un simbolo riconoscitivo per me a Domodossola e dintorni, passando per Milano dove canto da tre anni circa…addirittura alcuni bar della mia zona, qualsiasi cosa io prenda, alla domanda “Quanto Le devo?...” mi rispondono sistematicamente “Tre…” – intesi come Euro, chiaramente (il problema �he a volte mi ritrovo a pagare un decaffeinato 3 euro, per poi naturalmente rifarmi il giorno dopo con cappuccio, spremuta e due brioches…al prezzo di 3 euro, ovviamente!...) -.
“Tre” nasce dapprima come testo, poi come musica da naturale completamento.
Il testo lo immaginai e lo stesi nella mia mente in viaggio da Milano a Villadossola, paese in cui vivo. La sera successiva aggiunsi la musica al pianoforte, semplice..
La canzone racconta la comune situazione dei primi impatti visivi con Lei, una foto “rubata” che fa pensare e che fa immaginare…e nel ritornello, l’ammissione di tutto ci�e Lei fa pensare.
Questo brano sin dal primo ascolto ha suscitato nelle persone immediato interesse e, soprattutto, sorrisi di compiacimento e per me questo �otivo di enorme orgoglio. Arrivare al cuore delle persone in poco meno di quattro minuti la reputo cosa impagabile, soprattutto per una persona come me che crede fermamente nell’amore (annesse delusioni vissute e comprese) e nella semplicit�elle cose. Niente di “Tre” �irato o studiato, ogni singola parola e nota sono frutto dell’improvvisazione emotiva del mio cuore e della mia mente…e ringrazio tutti coloro che in questi mesi, canticchiando la mia canzone ed apprezzandola, mi hanno restituito questa canzone come un’emozione lunga una vita! Grazie...
